Enrico Tonti, un grande esploratore gaetano
Chi visita Gaeta non può che rimanere affascinato dalle meravigliose spiagge, dal quartiere medievale, dalle splendide chiese e dai capolavori d’arte presenti nella città. Ben pochi però conoscono i suoi figli illustri. Tra di essi vi sono stati audaci esploratori del continente americano. Giovanni Caboto è certamente il più noto mentre un altro esploratore con natali gaetani e di eguale importanza, Enrico Tonti, è stato ingiustamente trascurato. Tonti nacque a Gaeta intorno al 1645. Suo padre Lorenzo era governatore di Gaeta e finanziere, che aveva inventato un particolare contratto assicurativo detto “tontine”, tuttora utilizzato in diversi paesi del mondo. Lorenzo sostenne la rivolta, guidata da Masaniello contro il viceré spagnolo di Napoli e dovette precipitosamente fuggire con tutta la famiglia in Francia dove, dopo un iniziale periodo di fortuna, cadde in disgrazia. Enrico divenne un ufficiale di marina assumendo il nome “francesizzato” di Henry de Tonti (o Tonty). Uomo ardimentoso e intrepido, dapprima si arruolò nell’esercito e in seguito nella marina francese. Nel corso della terza guerra anglo-olandese, nel 1676 combatte contro gli spagnoli nei pressi di Messina. Durante la battaglia per lo scoppio di una granata perse una mano che sostituì con una protesi coperta da un guanto: questo gli valse il soprannome di “mano d’acciaio”. Tornato in Francia, incontrò un altro grande esploratore che impresse un nuovo corso alla sua vita, René Robert Cavelier de La Salle, che aveva abbandonato la vita del prete gesuita per trovare nuovi territori e ricchezze nel nuovo mondo. Nei successivi vent’anni Enrico Tonti divenne uno dei più importanti esploratori del continente nordamericano. Arrivò nel Nord America come luogotenente di La Salle nel 1678 e venne incaricato del comando di numerosi forti francesi nella regione dei Grandi Laghi. In quel periodo esplorò la zona dove in seguito sorse la città di Chicago. Nel 1682 si recò con La Salle verso sud per esplorare il fiume Mississippi e stabilire alleanze con le tribù dei nativi del continente. In quell’occasione furono acquisiti i territori dell’attuale Arkansas nel nome del re di Francia Luigi XIV. Per riconoscenza La Salle gli concesse alcune terre vicino all’estuario del fiume Arkansas. In seguito La Salle decise di tornare in Francia per trovare uomini che avessero l’intenzione di colonizzare il territorio poi denominato Louisiana. Lasciò Tonti al comando del forte Saint Louis, sul fiume Illinois, dove vi era un fiorente commercio di pellicce, uno dei pochi nella regione dopo che il governo coloniale aveva deciso di concentrare il commercio a Montreal, in Canada. Nel 1686 Tonti si diresse verso l’Arkansas per stabilivi un altro punto di commercio. L’anno successivo, al suo ritorno, il governatore della Nuova Francia lo coinvolse in una campagna contro gli Irochesi, popolazione di nativi del nord America che si opponevano ai francesi. Tonti ricavò da questa guerra ricchezze e onori. Venuto a conoscenza della morte di La Salle, discese di nuovo il Mississippi per allargare il giro dei traffici e dei commerci organizzato dal suo defunto amico. In questa spedizione esplorò ampiamente il territorio che molti anni dopo venne chiamato Texas. Tornato in Nuova Francia, gli vennero concessi tutti i privilegi che in passato erano stati concessi a La Salle, utilizzando la struttura commerciale sviluppata da quest’ultimo. I traffici ebbero però un calo per la minore richiesta di pellicce dall’Europa e Tonti ben presto si trovò in difficoltà economiche. Verso la fine del secolo fu nuovamente chiamato dalle autorità francesi ad assistere Pierre Le Moyne d’Iberville per fondare una colonia stanziale nella valle del Mississippi. Tonti fu nominato governatore di una colonia fondata nei pressi dell’odierna Mobile, in Alabama. In quegli anni si adoperò per sugellare la pace tra le locali tribù dei Choctaw e dei Chickasaw e i francesi, diventando così un abile negoziatore di trattati di pace. Nell’ultima parte della sua vita organizzò delle spedizioni verso il Golfo del Messico. Nel 1704 Enrico Tonti morì di febbre gialla a Old Mobile, in Alabama. Pressocchè sconosciuto in Italia, Tonti è stato oggetto di studio in America e in Francia. La storica americana Louise Phelps Kellog lo ha definito “il vero fondatore dell’Illinois”. Altri lo hanno definito “il padre dell’Arkansas”. Tonti è presente anche nei libri di storia del Texas. In Arkansas, nel 1898, alcuni coloni italiani fondarono nella Contea di Washington la città di Tontitown. Non deve peraltro essere tralasciato che le terre esplorate da La Salle e Tonti sono oggi tra gli stati più floridi non solo degli Stati Uniti d’America ma dell’intero pianeta. L’Illinois è uno stato fertilissimo dove vengono coltivati cereali (grano e soia) in quantità tali da poterli esportare in tutto il mondo. Non a caso la “Chicago Board of Trade” è la borsa mondiale delle materie prime e, a poche centinaia di metri di distanza, vi sono due strade denominate “La Salle Street” e “Tonti Street”. In una zona di Chicago vi è la “Enrico Tonti Elementary School”. Tutto questo esiste grazie ad un uomo del sud, un indomito esploratore nato a Gaeta nella prima metà del XVII secolo.