Ladislao di Durazzo e Costanza di Chiaromonte
Il 13 luglio 1387, caduta in mano agli Angioini la città di Napoli, la regina Margherita di Durazzo, discendente di Carlo D’Angiò, si trasferisce a Gaeta con i figli Giovanna e Ladislao. I Durazzo sono poverissimi, hanno perso ogni bene per un’avversa sorte. Quando giungono in città vengono accolti dalla cittadinanza con affetto. I gaetani vogliono a tutti i costi aiutare e, se necessario, difendere i Durazzo. La città è sempre stata ospitale con tutti coloro con necessità di vario tipo e genere. Una dimora più che dignitosa viene loro offerta ed ingente denaro per ogni necessità. Margherita è ingorda e vuole sempre più denaro di quanto non ne abbia già. Per averlo, tramite il patrizio Bernardo Guastaferri, chiede la mano di Costanza di Chiaromonte, la ricchissima figlia del duca Manfredi per il figliolo. Il quattordicenne Ladislao sposa dunque la dodicenne Costanza. La sposa è bellissima, Gaeta è in festa. Tutta la popolazione è estasiata da queste nozze e i festeggiamenti sono spettacolari. Per la cittadinanza è davvero un avvenimento unico: cavalieri e dame con splendidi vestiti e gioielli danno seguito a cortei fastosi. Sembra una bella favola con un lieto fine. Purtroppo non durerà a lungo. Nel 1290 il giovane Ladislao viene incoronato re in Gaeta per ordine di Bonifacio IX, suo grande amico e benefattore. A Napoli, nel frattempo, i napoletani proclamano re Luigi II d’Angiò. Si tratta di rivalità e guerra intestina tra parenti. Ladislao, senza ripensamenti, muove guerra a Napoli nella speranza di riprendere la città ma viene sconfitto. Il conflitto tra i Durazzo e gli Angioini diventa sempre più forte, alimentato da un odio senza fine. Ladislao è decisamente sfortunato: infatti viene avvelenato dal cardinale Raimondo di Arles, ad opera dei suoi scagnozzi, mentre è ospite a Gaeta. Il giovane riesce a salvarsi miracolosamente ma lo spavento è tale da rimanerne disfemico a vita. Il re intanto vuole disfarsi della giovane moglie per sposare la figlia dell’imperatore turco. Sono tutti sottili giochi della politica. Lo scopo è ottenere il trono ungherese per sua madre Margherita e conservare quello di Sicilia. A tale scopo chiede e ottiene da Bonifacio IX l’annullamento delle nozze tra lui e Costanza. Passare da un divorzio a un nuovo matrimonio tra un re cattolico e una principessa musulmana è veramente scandaloso. Ladislao, dopo aver sistemato i suoi problemi personali, lasciata Margherita reggente, con un grosso esercito si dirige a Capua per dare battaglia agli Angioini. Non è ancora giunto per il re il tempo della vittoria. Tornato a Gaeta, obbliga Costanza a contrarre un nuovo matrimonio, nonostante le proteste di quest’ultima. L’offesa per la giovane è veramente grande. Le nuove nozze vengono sancite, ma l’insulto è mal digerito anche dalla famiglia di lei e, inoltre, la sua dote nemmeno viene restituita, nonostante contratti ben precisi. Dopo tante scorrettezze subite come moglie e regina, al termine di una cavalcata, nella piazza di Gaeta, fermano il corteo dietro di lei e rivolgendosi al nuovo sposo, il conte di Altavilla, dichiara: “Signor Andrea tenervi potete del più avventurato cavaliere del regno perché avete per concubina la vostra legittima regina”. Finalmente dopo varie vicende Ladislao riconquista Napoli e il suo trono con enorme sforzo. Dopo dieci lunghi anni lascia Gaeta grato per l’ospitalità ricevuta. Vi tornerà solo in visita. Alla sua morte sale sul trono sua sorella Giovanna II. Di Ladislao rimane ancora il suo ormai vecchio palazzo donatogli dalla munifica città.